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A 22 e i rinnovi

2018/02/10-18:59:26

Ho assistito recentemente a manifestazioni di ridicola soddisfazione del governatore trentino e del candidato Panizza, per una concessione A22 "in house" che a tutt'oggi non si è mai ottenuta. Breve cronistoria: è dal 2014 che si attende un rinnovo, tema che tutti i ministri dei trasporti fino ad oggi succedutisi hanno elegantemente glissato, anche perché a Roma non ci conosce nessuno, checchè ne dicano gli amici di Renzi a Bolzano. A22, evitando la gara europea che centinaia di professionisti dipendenti di autostrada avrebbero potuto ben supportare, ha semplicemente obbedito agli ordini di squadra giunti da un PD bolzanino ormai alla frutta, e da una SVP che esprime i vertici della società dettando da sempre legge e staccandosi sempre più da ogni possibile politica regionale di sviluppo, badando solo al distacco da Trento. Sono ben dieci i punti di Pil che ci separano da Bolzano! Risultato: il ricatto di Roma nei confronti del PD altoatesino, che ha sempre dichiarato che mai avrebbe sostenuto candidature non locali alle prossime nazionali. Infatti i candidati saranno una certa Boschi e un certo Bressa, che nei loro territori nessuno avrebbe votato, neppure quali presidenti di una locale cooperativa di consumo. A22, che realizzava oltre 70 milioni di utili all'anno fino all'anno scorso, con lo scotto da pagare a Roma per i prossimi decenni, dovrà andare ad accendere mutui per mantenere la stessa vitalità nel fare da agenzia di collocamento per i futuri amici degli amici. Inoltre, con lo spostamento dei mezzi pesanti sulla ferrovia, sempre voluto da Bolzano, senza coinvolgimento necessario di Trento, caleranno pure gli introiti da pedaggio! La scelleratezza di tale disegno porta ad un solo invito: avanti così presidente Rossi, abbracciato al governatore altoatesino sui manifesti elettorali, danni ne hai fatti abbastanza!

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