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Elezioni provinciali 2018

2017/12/30-13:26:20

Tra dieci mesi i trentini saranno chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio provinciale. Andare a votare è il primo, importante suggerimento che mi sento di dare a tutti, perché solo esprimendo il proprio parere, la propria idea le cose possono cambiare. Il “tanto fanno sempre quello che vogliono” si cambia solo andando alle urne, non dimentichiamolo. Il Garda trentino, l’Alto Garda, la Busa insomma da tempo non esprime un candidato in grado di portare avanti le istanze di una popolazione che, col proprio lavoro esprime il maggior prodotto interno lordo del Trentino. Quarantamila residenti che da anni non trovano soddisfazione alle loro richieste mentre le altre valli del Trentino, invece, si vedono costruire strade, riaprire punti nascita, guardie mediche e servizi che asservono al bene della comunità. Fare l’elenco di cosa serve al nostro ambito è inutile, lo sappiamo tutti. In molti stanno preparando le coalizioni per andare al Governo, il Garda trentino, la Busa che fa? Vogliamo lasciare in mano il potere ai soliti che in questi quattro anni e mezzo ci hanno dimenticato? O lo “zuccherino” del secondo lotto della Loppio Busa vi basta? Portiamo soldi a Trento e Trento li riversa altrove grazie ad una politica che di autonomo, ormai, non ha più nulla. Basta, è ora di dire basta a tutto questo e di lavorare per il nostro ambito. Chi ci ha governato finora ha dimostrato che del nostro ambito non interessa nulla, dalle strade ai servizi come la sanità smembrata in tutto e per tutto da un’incapacità di ragionare solamente sui “numeri” e non sui fatti. Basta. Mandiamo a casa la vecchia classe politica e cerchiamo, invece, di portare al governo provinciale volti nuovi che abbiano a cuore la questione del nostro ambito. Basta seguire il “capobranco” e fare ciò che comanda, decidiamo di essere liberi scegliendo liberamente qualcuno che, scevro da meri interessi personali sia in grado di portare fatti concreti per il bene del nostro territorio. Senza dimenticare gli altri, ovvio, ma di concerto con un’Autonomia che, grazie a chi ci governa, è caduta sempre più in basso ed è in serio pericolo. Serve dinamismo, serve capacità di colloquiare con le parti, serve “fare”. Ottobre 2018 è alle porte, riflettiamo e pensiamoci bene quando sarà il momento. Servono persone capaci, non “servi della gleba” che obbediscono ciecamente al “padrone”. Non abbiamo bisogno di pecore che seguono il pastore, semmai di “lupi” affamati che difendono il proprio territorio. In questo caso La Busa. Buon anno a tutti voi. Claudio Chiarani - Autonomia Dinamica - Riva del Garda

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